mercoledì 7 novembre 2007

preghiera a un dio incompetente

parlavamo delle nostre interiorità come se fossero delle metropoli.Quando dopo gli scontri ogni sigaretta sapeva di lacrimogeno. E tafferugli contro le nostre solitudini. o tu o io. E ascoltiamo le paranoie con lo stetoscopio. Le lasciamo blaterare in un auditorium. Ci sono crollati dentro degli edifici. poi mi hai scritto Spero che le tue canzoni ti portino lontano. ti portino nell'interland. Avremo per sempre la terza media. e staremo a guardare i gabbiani che si mangiano i pesci nelle fontane. Che fanno i nidi nelle macchine e nelle cabine telefoniche. La parola ventre, la parola polveriera. Le cariche della polizia sono metafore sono foglietti illustrativi degli psicofarmaci. a casa sua c'è una guerra civile. è un campo di battaglia disertato dalla nato. Gli ultimi oggetti che ho lasciato nell'appartamento perché non ho avuto il coraggio di lasciarlo vuoto. Che siamo anche divisi in quartieri. e lacerati dagli abbandoni. da piccoli eravamo canarini nelle miniere di carbone nelle scuole elementari. Il resto è stato bruciato, nelle tabaccherie chiuse per sempre. Nei fogli di via distribuiti dai carabinieri. Che io ti voglio bene a fondo perduto. gli inutili attentati agli organi cardiaci. Le ombre cinesi che hanno lasciato sugli schermi le tue parole, le parole che sono residui bellici. Gas nervino negli abitacoli delle automobili. che da piccola parlavi col mare per farlo agitare. e mi viene l'alta marea negli sguardi. starai dentro di me in ergastolo. Che avevamo l'inesperienza necessaria. Eravamo fiori insperati. ci siamo molto probabilmente rovinati e migliorati. Nelle città adatte alle nostre scenate. queste città in raccoglimento. queste città in silenzio stampa. con la campagna circostante con i vecchi che non muoiono mai e i diciottenni che si estinguono. E si riposano gli occhi sugli airbag in attesa dei soccorsi. Arriveranno i nostri. con gli avvoltoi che ci sorvolavano tra i pusher e i computer. E le cicogne che volevano abortire. E tu che parli da sola. Tu che parti. per la tua sesta guerra mondiale.